Impronte digitali, scansione dell’iride, riconoscimento facciale… La tutela della privacy del dato biometrico

Il Maestro Leonardo da Vinci in più dipinti ha … “lasciato il segno”, regalandoci le proprie impronte digitali, a futura memoria rintracciate tra i mirabili tratti d’artista.

Ne è un mirabile esempio la raffigurazione della nobildonna Ginevra de’ Benci, oggi conservata a Washington.

Ma siamo consapevoli di quanto le impronte digitali siano importanti per il nostro patrimonio personale? e di quanto siano importanti gli altri dati biometrici, come la scansione dell’iride, del volto, del palmo della mano?

Ne parlo in questo video inserito sul mio canale YouTube, soffermandomi soprattutto sul trattamento del dato biometrico da parte di un datore di lavoro, in relazione al quale si è già pronunciata la Suprema Corte, con Ordinanza n. 25686 del 2018.

 

Come meglio riferito nel mio video, i Giudici di Piazza Cavour hanno confermato una onerosa sanzione irrogata dal Garante della Privacy ad una società datrice di lavoro, per avere quest’ultima impiegato un algoritmo di verifica dei dato biometrico (nel caso, il palmo della mano), che, sebbene venisse tradotto in un codice matematico, in ogni caso consentiva l’identificazione dei lavoratori dell’azienda ai quali il dato sensibile era collegato, permettendo dunque l’identificazione della singola persona in qualsiasi momento.

Circostanza, quest’ultima, da scongiurare in ogni caso, come ribadito dalla Suprema Corte.

Preciso ulteriormente che il Garante per la Privacy ha in reiterate occasioni evidenziato come i dati biometrici del singolo dipendente possono essere oggetto di raccolta e di trattamento da parte dell’azienda, soltanto in casi particolari, tenuto conto delle finalità perseguite dal titolare e del contesto in cui il trattamento viene effettuato, nonché – con specifico riguardo ai luoghi di lavoro – per presidiare l’accesso ad aree sensibili, in considerazione della natura delle attività eseguite nel loro interno.

I sistemi informativi di acquisizione e raffronto dei dati biometrici devono essere configurati in modo da ridurre al minimo l’utilizzazione dei dati personali e da escluderne il trattamento, quando le finalità perseguite possono essere realizzate con modalità tali da permettere di identificare l’interessato solo in caso di necessità.

Concludo invitando alla massima cautela nel diffondere i propri dati biometrici, soprattutto per l’utilizzo degli smartphones!

A proposito… ma dove si trovano le impronte digitali di Leonardo Da Vinci…?

L’immagine non rende bene l’idea… magari, per chi può, una visita alla National Gallery of Art di Washington sarebbe l’ideale!

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(immagine tratta da questo link)

Un secondo solo …….     

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