Le coppie di fatto. La loro tutela nell’ordinamento

matsumoto

I due signori anziani qui sopra fotografati sono i coniugi Matsumoto.

Nel 2018 ha suscitato grande interesse la notizia che questi due signori stessero celebrando le cosiddette “nozze di quercia“, ossia 80 anni (ottanta!) di matrimonio ininterrotto.

E’ bello ricordare amori così lunghi trascorsi sotto il vincolo del matrimonio.

Questo però non significa che coloro i quali non vogliono unirsi in nozze, o coloro i quali non vogliono aderire all’istituto dell’unione civile prevista dalla Legge Cirinnà, non debbano godere di diritti come costituzionalmente garantiti.

Ecco allora che la convivenza more uxorio, anche a prescindere dalle tempistiche con le quali si consuma il rapporto, costituisce una forma di legame tra due persone che merita un doveroso presidio costituzionale.

La vita delle coppie di fatto viene riconosciuta nell’ordinamento come quell’unione stabile e quella comunione di vita spirituale, morale e materiale tra due persone che non è fondata, appunto, sul matrimonio.

Nel video che riporto qui sotto, inserito sul mio canale YouTube, parlo dei diritti riconosciuti alle convivenze more uxorio, tra i quali si annoverano i seguenti: il partner di un soggetto dichiarato inabile può esser nominato suo amministratore di sostegno; il convivente può far visita al proprio partner nei luoghi di ricovero come gli ospedali ed esprimere l’opinione sul trattamento terapeutico da seguire in difetto di libero consenso esprimibile da parte del paziente; la morte di uno dei due conviventi causata da un fatto illecito, per esempio da un incidente stradale, determina il diritto dell’altro convivente a chiedere il risarcimento del danno da morte; ugualmente, un eventuale incidente sul luogo di lavoro legittima il risarcimento del danno “per morte bianca” in favore del partner superstite.

Per quanto riguarda la casa familiare, il convivente è considerato dall’ordinamento come un semplice ospite; in caso di locazioni, il partner superstite subentra nel contratto di affitto; se l’immobile era invece di proprietà del defunto, il superstite mantiene il diritto di abitazione per un periodo proporzionale alla durata della convivenza; in caso di contenziosi, sarà onere nel partner superstite dimostrare la durata della stabile relazione more uxorio.

Nel video parlo anche dei contratti di convivenza, sopravvenienza normativa intervenuta grazie alla Legge Cirinnà.

Buona visione!

Un secondo solo …….     

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