La violenza domestica nei giorni del coronavirus

La situazione attuale di “fermo” forzoso in casa accresce fenomeni di tensione domestica.

L’isolamento è una delle forme principali tramite cui si sprigiona la violenza endo-familiare.

Si rifletta sul fatto che più frequenti episodi di violenze tra le mura domestiche si verificano sempre durante i giorni dedicati alle vacanze estive e durante i periodi di festività.

Tanto più, nei giorni di isolamento domiciliare dovuti all’emergenza sanitaria, la violenza può covare dietro il silenzio delle case private.

Si rifletta sul fatto che la violenza endo-familiare è, purtroppo, un fenomeno diffusissimo: un caso di violenza ogni 15 minuti è registrato nel nostro territorio nazionale; in pratica, 88 donne al giorno sono vittime di episodi di violenza domestica.

Spesso avviene che l’unico momento di razionalizzazione e di presa di coscienza per la donna è quello durante il quale la donna si ritrova al di fuori delle quattro mura domestiche, oppure quando il partner si allontana da casa.

Ma in questi giorni  nella maggior parte dei casi risulta impossibile uscire dal contesto delle quattro mura familiari.

Per questo, gli studi legali sono aperti anche durante queste settimane  di “fermo” della vita sociale e delle attività all’aperto.

L’avvocato è un presidio onnipresente; garantisce in ogni momento la tutela delle situazioni di urgenza, come, appunto, le situazioni derivanti da episodi di violenza familiare.

In più, è sempre attivo il numero nazionale 1522 per tutte le vittime di violenze e stalking.

Ne parlo in questo video, inserito sul mio canale YouTube:

In questa sede voglio rimarcare come esista anche una  “violenza assistita”, ossia quella alla quale molte volte sono costretti ad assistere i minori.

Costoro spesso sono spettatori di episodi di maltrattamento, compiuto tramite violenze fisiche, verbali, psicologiche, sessuali o economiche, su figure di riferimento (in primis, la madre), o altre figure affettivamente significative per il bambino.

Interrogata sulla possibilità di un’esplosione “silenziosa” di ulteriore violenza contro le donne in questi giorni di coronavirus, la Ministra delle Pari Opportunità ha così dichiarato ai microfoni de La Repubblica:

“È … importante che le donne sappiano che possono uscire e recarsi ai centri antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo. Inoltre non è necessario avere un documento in casa, lo si può compilare all’atto del controllo. L’utilizzo del numero 1522 e della chat aiuta molto le donne a trovare il modo giusto anche per poter affrontare questa situazione. Per questo c’è bisogno di un’informazione che sia il più capillare e diffusa possibile”

Affidare la propria dura storia di donna vittima di maltrattamenti, ad una trattazione riservata e personale, quale quella che può assicurare l’avvocato di fiducia, rappresenta una garanzia sulla quale la donna deve riporre costante affidamento.

Mai sentirsi perdute.

Mai.

Un secondo solo …….     

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