Si può risarcire il danno da “ingorgo” stradale?

Ci siamo lasciati alle spalle sabato 8 agosto, ritenuto il giorno più drammatico dal punto di vista del traffico, un vero e proprio “bollino nero”.

Viabilità Italia prevede però grossi disagi anche per oggi 14 agosto e per i week end del 22/23 e 29/30 agosto.

Il caos del traffico e l’ingorgo stradale sono eventi che l’automobilista vorrebbe sempre scongiurare, ma anche in seguito all’evoluzione della tecnologia, che consente aggiornamenti e comunicazioni all’utenza in tempo reale, purtroppo in alcuni casi ed in particolari giorni dell’anno, non è possibile evitare il “fiume” di automobili in fila l’una dietro l’altra, bloccate sulla carreggiata stradale.

Il pittore pistoiese contemporaneo Salvatore Magazzini ha realizzato una trasposizione artistica mirabile del traffico stradale, nel quale purtroppo più o meno tutti si sono ritrovati.

Salvatore Magazzini

L’opera, cui rivolgo il mio umile omaggio, regala una fusione luminosa dei colori metropolitani, dipanando con tinte vivaci la circolazione massiva degli autoveicoli sulla strada.

Ma può esistere un danno da ingorgo stradale?

Possono essere risarciti i disagi psicofisici che l’utente della strada ha dovuto subire in conseguenza di un blocco prolungato del traffico veicolare?

Sia evidenziato che in tale contesto, soprattutto per quanto riguarda le autostrade a lunga percorrenza, sono astrattamente individuabili profili di responsabilità a carico dell’amministrazione, o della società privata proprietaria della strada coinvolta nel blocco di traffico, ai sensi dell’art. 2051 del codice civile.

Vanno ovviamente escluse fattispecie generatrici di danno derivanti da oggettiva imprevedibilità o da caso fortuito.

Un incidente avvenuto poco prima del passaggio sulla carreggiata, per esempio, costituisce un evento senz’altro imprevedibile, che purtroppo costringerà l’ente proprietario della strada, in uno con la polizia stradale e gli eventuali soccorsi sanitari, a rallentare in modo molto accentuato il traffico veicolare.

Ma di certo tale rallentamento della regolarità della circolazione o, ancor peggio, blocco totale (seppur temporaneo) del traffico, non potrà essere attribuito alla responsabilità del proprietario della strada.

Tuttavia, qualora l’incidente stradale sopra ipotizzato sia avvenuto già da molto tempo, è onere dell’ente custode-proprietario segnalare agli automobilisti tutte le soluzioni alternative con deviazioni verso altre direttive stradali (quand’anche strade secondarie); in ogni caso, è dovere – a carico del custode-proprietario – di esibire cartelli che segnalino il problema sulle direttive limitrofe a quella dove si è verificato l’incidente, affinché l’utente della strada possa decidere con congruo preavviso se immettersi sulla strada “incriminata” ed affrontare, suo malgrado, l’ingorgo stradale (perché non ha altra scelta), oppure optare per un diverso percorso.

I cartelli di segnalazione andranno inseriti prima dei caselli di immissione, con un margine spaziale congruo.

In difetto di tali accorgimenti, subentra la responsabilità omissiva colposa a carico del gestore-proprietario dell’autostrada.

Quanto sovra evidenziato va inserito all’interno del paradigma del cosiddetto “illecito omissivo”.

Altro possibile esempio di fattispecie generatrice di danno risarcibile è quello dei famigerati “lavori in corso”, ossia della presenza di macchine ed uomini di cantiere sulla carreggiata stradale, che impediscono un regolare flusso veicolare, qualora tale situazione non sia stata segnalata in via preventiva con i cartelloni luminosi posti con debito anticipo rispetto al luogo di restringimento della strada.

Trattandosi sempre di responsabilità extracontrattuale (a prescindere dal pagamento o meno di un pedaggio), il soggetto danneggiato deve provare l’evento, generatosi in conseguenza dell’omissione colposa, come pure il danno ed il nesso causale tra omissione e danno subito.

Un secondo solo ….…     

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